I SUPER-EROI HANNA & BARBERA (PT. XIII): FUTURE QUEST

future questDopo una lunghissima attesa il momento è giunto e mi accingo a parlarvi di Future Quest.

L’evento fumettistico pubblicato dalla DC fra il 2016 ed il 2017 che ha coinvolto la gran parte dei personaggi di cui abbiamo parlato nel nostro excursus, cercando allo stesso tempo di ammodernarli e unirli sotto un tetto comune.

Gli autori coinvolti nel progetto non sono i primi che passano e avevo già letto e apprezzato Jeff Parker ed Evan Shaner sull’ottimo Flash Gordon della Dynamite. Aggiungete al mix Steve Rude e avrete per le mani un concentrato di potenzialità pressoché infinito.

Questo post ha tardato ad arrivare perché ho voluto dare tempo e speranza alla Lion visto che in un primo momento pareva essersi mostrata interessata al progetto. Fra tira e molla vari con annunci detti a voce bassa e poi ritrattati o dimenticati ci troviamo oggi, a 2019 iniziato, ancora senza nulla per le mani.

Il mio consiglio dunque è: se siete interessati a Future Quest (e dovreste esserlo, fidatevi) recuperatelo in originale. L’opera è raccolta in due volumi facilmente reperibili su Amazon o su qualsiasi altro sito di vendite online affidabile.

Perché vale la pena recuperare questo fumetto? Vediamolo insieme

La storia e l’universo narrativo

Omnikron. L’elemento che tiene unito tutto l’universo narrativo di Future Quest è proprio Omnikron, una terribile forza multidimensionale che consuma e distrugge tutto ciò che tocca.

Dopo aver affrontato (e sconfitto) molti degli eroi cosmici di Hanna&Barbera come il Galaxy Trio, Space Ghost e gli Erculoidi, questa malevola entità arriva sulla terra a minacciare la famiglia Quest, Birdman e svariati altri personaggi degli spettacoli H&B di qualche decennio fa.

Future Quest space

Questo semplice incipit fa da motore a tutta la saga. Il presupposto narrativo è semplice eppure riesce a fare da collante fra personaggi all’apparenza diversissimi.

Il tutto scorre via  con una semplicità che è allo stesso tempo elegante e deliziosa in alcune soluzioni narrative.

Non tutto è perfetto però e nella seconda parte della storia si avverte come un fastidioso senso di tirato via, affrettato, come se lo spazio concesso si sia dimostrato troppo stretto per un’intreccio narrativo che avrebbe meritato un paio di numeri in più.

Le ambizioni dell’opera d’altronde erano parecchio elevate. Parker non ha mai fatto mistero di amare questi personaggi e di volerne tirare fuori l’equivalente di un altro capolavoro a fumetti: il The New Frontier di Darwyn Cooke.

birdman

L’intento non è neanche molto nascosto e il retrogusto di nostalgia dolcemente retrò è simile a quello che si respira nele gioiello di Cooke, senza mai raggiungerne tuttavia gli stessi fasti.

Comparto grafico

Da un punto di vista artistico sia i capitoli principali della miniserie che i singoli spin-off sono semplicemente deliziosi.

Lo stile di Evan Shaner è talmente adeguato alla narrazione che viene da chiedersi se possa mai disegnare qualcosa di diverso dalle creature di Alex Toth.

I colori trovano quasi sempre quel giusto tono atto a tratteggiare un’atmosfera quasi cartoonesca senza risultare troppo invadenti o coprenti sullo stile personale dei vari disegnatori.

Concludendo

Se vi state chiedendo se questa è un’opera perfetta, la risposta ovviamente è no. Il finale è affrettato e non tutti i nodi vengono sciolti nel modo o nei tempi che ci si potrebbe auspicare. Inoltre alcuni personaggi non trovano adeguato spazio o semplicemente non vengono utilizzati in modo coerente.

Se invece la domanda che vi state facendo è se comunque vale la pena recuperare i due volumi che costituiscono l’opera, la risposta è si.

Future Quest è un sincero atto d’amore verso i personaggi dei cartoni Hanna&Barbera e riesce a trasmettere almeno una scintilla della magia che gli show originali emanavano.

Se poi siete cresciuti con quei cartoni o vi è capitato di vederli almeno una volta da bambini, non potrete non sussusrrare ogni tanto un’ emozionato “wow” nel vedere quei personaggi tutti coerentemente insieme, uniti da una causa comune.

4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)

 

L’unico rammarico è per un’edizione italiana che chissà mai se e quando arriverà. Ma è una mancanza comunque facilmente colmabile grazie alle magie di Internet.

Per oggi è tutto, qui [email protected], passo e chiudo.

 

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Emanuele Di Giuseppe | <span class="wpdiscuz-comment-count" style="font-size:11px">96 comments</span>
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Che mi hai ricordato! Flash Gordon lo stavo seguendo nel 2013 ma poi mi sono fermato, mettendolo in pausa.
Pero è strano, quello lo leggevo fluidamente, mentre quando ho provato il primo numero di Future Quest l’ho letto a fatica… ma mi sa che mi sto confondendo con Johnny Quest, di cui avevamo già discusso mesi fa