Category Archives: I mitici anni ’80

Le terribili sigle dei G.I.Joe (parte II) – Gli eredi

Continua il meraviglioso excursus nelle orripilanti sigle dei soldatini d’America! Tanto belli erano i fumetti Marvel di Larry Hama (che mi sto goduriosamente leggedo nei volumi della IDW) tanto squallide le sigle dei cartoni.

Oggi andremo a deliziarci con le sigle delle serie successive a quella classica. Si comincia con G.I.Joe extreme (terrificante tentativo di riesumazione dei Joe perpetuto dalla Sunbow e che in verità dovrebbe essere una sorta di prequel alla serie precedente)

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Le terribili sigle dei G.I.Joe (parte I)

Dopo il pezzo sulle (bellissime) sigle dei Transformers è l’ora di deliziarci con gli altri pupazzetti che hanno riempito di dollaroni le tasche della Hasbro: i G.i.joe.
Al contrario dei cugini trasformabili però le sigle dei soldatini più famosi d’ameica di sicuro non brillano per bellezza…
Ne esistono di diverse (credo una per ogni stagione) ma la Theme è sempre la stessa per cui non starò quì a postarvi sempre le stesse robe, vi delizierò invece con alcune variazioni interessanti.
Si comincia con la theme classica

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Le 6 caramelle sopravvissute agli anni 80

BigbabolCome ben sappiamo non tutto quello che ha vissuto il suo momento di gloria negli anni 80 è arrivato sano e salvo fino a noi. Questa regola non sembra applicabile al mondo dell’industria dolciaria; segue una breve carrellata di 5 famose cause di carie della nostra gioventù che continuano a cariare i denti dei moderni ragazzini.

Iniziamo con le Frizzy pazzy: granuli di gomma da masticare venduti in bustine, che una volta messi in bocca cominciavano (appunto) a frizzare. Potevano essere o tutti rosa (se il gusto era alla fragola) o multicolori (e allora si aveva un gusto ancora non identificato). Navigando sul web scopro che le Frizzy pazzy esistono ancora: ora la bustina è rossa, le producono in Spagna e le vendono in rarissimi posti anche in Italia. La polverina non è più di vari colori per ridurre la quantità di coloranti.

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Le meravigliose sigle dei Transformers

Transformers opening I motivi per essere innamorati della G1 dei Transformers (e con G1 intendo le serie scritte negli States e non quelle robe orripilanti made in Japan) sono innumerevoli. Basterebbe già di suo l’indiscutibile fighitudine di molte di quelle macchine che si trasformano in robottoni giganti (e ne abbiamo già parlato quì, quì e ancora quo e quà), ma possiamo anche aggiungerci la meravigliosa stupidità di Megatron che finisce sempre col farsi fregare non solo dai “pacifici” autorobot ma anche da quel gran faccia di c##o di Starscream (scusate, Astrum), o i mille errori di produzione sparsi in tutte le puntate (come ad esempio colori sbagliati dei robot o personaggi nello sfondo fantasiosi o incongruenze delle più disparate).

Ma il vero motivo per cui amavo questi cartoni da piccolo (e pure da grande, và) sono le sigle. Hanno quel non so ché di malinconico che si accorda perfettamente con la storia della guerra di Cybertron e con quella degli Autobot che, anche se esiliati senza speranza di ritorno (o almeno così sembra all’inizio) su un pianeta lontano migliaia di anni luce, sono costretti a continuare a combattere ancora i Decepticon.

Per condividere con voi quei bei momenti vi posto di seguito le 4 (!) sigle della G1, nella gloria dell’ HD!

Cominciamo con la splendida opening della season 1

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Un tuffo negli 80 pt.13 – Il Mugnaio del Mulino Bianco

Tutti le abbiamo mangiate! Le merendine del mulino bianco, che insieme alle Girelle Motta erano continuamente lì ad attentare alla nostra glicemia, sono uno dei capi saldi del nostro decennio preferito.

Non è cosa molto nota, ma il mugnaio delle pubblicità fu creato da Grazia Nidasio (nota illustratrice italiana fra cui ci piace ricordare – oltre ai lavori per il Corriere dei Ragazzi e per varie serie animate RAI e Mediaset – La Stefi), il Piccolo Mugnaio bianco viveva nel Piccolo Mulino Bianco (eh be’) e tentava in ogni modo di conquistare l’amata Clementina.
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Un tuffo negli 80 pt 12-Diaclone: prima dei Transformers (II)

I Diaclone-Trnsformers
I Diaclone-Trnsformers

Come dicevamo nel precedente articolo, dietro la nascita dei Transformers c’è una manovra commerciale nata dalla copula di merchandise fra Diaclone e Microman.

A riprova di questa manovra di recupero della Hasbro vi sono un bel po’ di spot pubblicitari che testimoniano la paternità della linea Diaclone sull’idea di automezzi di varia natura e dimensioni che si trasformano in robottoni giganti.

Nella trasformazione in Transformers (scusate lo squallido gioco di parole) furono biecamente freddati i Microman che fungevano da piloti dei robot (snche se qualche traccia di questi minuscoli ominicchi la si è andata trovando anche in seguito).

Dopo un accurato lavoro di repainting il colpaccio era fatto ed i risultati li vediamo ancora oggi. Continue reading Un tuffo negli 80 pt 12-Diaclone: prima dei Transformers (II)

Un tuffo negli 80 pt 11-Diaclone: prima dei Transformers (I)

Lo avevo detto ed eccomi ad onorare le promesse fatte parlandovi dei Diaclone.

I robottoni in questione sono più che degni di nomina in quanto sono a tutti gli effetti i genitori dei ben più famosi Transformers!

La linea era prodotta dalla giappnese Takara nella prima metà degli anni ottanta, composta da veicoli fantascientifici e robot (alcuni dei quali trasformabili e/o unibili tra di loro, a volte dotati di sistemi a molla) corredata da piccole figure umanoidi (alti 3 cm, scala 1/60 circa), rappresentanti i piloti umani (i “dianauti” nell’edizione italiana, “Diaclone drivers” in quella anglosassone) e gli alieni insettoidi Waruder (“Warda” nell’edizione italiana), dotate di magneti ai piedi, ispirate alla precedente linea dei Microman. Molti dei modelli avevano parti in metallo, a cui potevano essere attaccati i piloti. Continue reading Un tuffo negli 80 pt 11-Diaclone: prima dei Transformers (I)

Un tuffo negli 80 (pt 11)–Le pubblicità dei Transformers (2)-

PretendersNuovo post con gli spot pubblicitari dei Transformers della seconda metà degli anni 80.
Dopo il primo articolo al riguardo con gli spot dei diaclone e dei combiners, eccoci all’appuntamento odierno con i robottoni succesivi: Duoform, Headmasters e Pretenders
Mentre devo ammettere che gli Headmaster hanno sempre esercitato un notevole fascino su di me (chi non vorrebbe unirsi in un rapporto stretto e simbiotico con il proprio macchinone in versione robotica?), confesso di avere ancora dei dubbi sui Preteders…diciamo che ancora non mi è ben chiaro come dovrebbe svolgersi il passaggio da organico a robotico (e a giudicare dall’immagine allegata all’articolo non era molto chiaro nemmeno agli artisti delle illustrazioni dei box).
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Un tuffo negli 80 (pt 10) – L’intervista a Giorgia Passeri –

Chi di voi ha superato i 30 se la ricorderà di sicruo. Io in un certo senso sono cresciuto con lei. Prima insieme a Four e poi insieme a Calimero, Giorgia Passeri è stata compagna dei pomeriggi di tutta una generazione di Bambini. Poi di colpo è scomparsa abbandonando la TV e una generazione che ormai crescendo aveva perso interesse nei cartoni e nella TV pomeridiana dei bambini.

Giusto perchè mi piacciono i video nostalgici vi delizio con due sigle di Ciao Ciao e con quella di Big!

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