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GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: LA CONTINUITY COMICS

continuity comics megalithSiete pronti per un viaggio nel lato più torbido del fumetto super-eroistico americano? Quello fatto di forme procaci e costumini decisamente troppo corti? Bene, perché oggi parleremo della Continuity Comics, piccola editrice indipendente americana che delle curve femminili e dei costumi ultra striminziti fece un po’ il suo cavallo di battaglia.

Ma andiamo con ordine…

La Continuity Comics fu una etichetta indipendente fondata nel lontano 1984 da Neal Adams, autentico pilastro del mondo del fumetto, che ebbe vita decennale e che concluse le sue pubblicazioni nel 1994.

La leggenda narra che nel 1984 Neal Adams decise di capitalizzare il suo talento ed i suoi profitti, massimizzando contemporaneamente la sua libertà creativa. Nacque così la Continuity Comics.

Per una volta quindi non parliamo di un editore nato nel boom del fumetto super-eroistico dei primi anni ’90. Eppure i punti in comune fra la Continuity Comics e alcuni dei piccoli editori più aggressivi di quegli anni sono tanti e sostanziali.

Questione di Stile

Il tratto distintivo di tutte le pubblicazioni dell’editore era lo stile di disegno di Adams. L’autore infatti volle mantenere uno stretto controllo sulle uscite firmandone quasi tutte le copertine e donando così a tutto il suo universo una certa coerenza estetica.

Ma Adams non si limitò alle copertine, realizzando praticamente tutti i layout di ogni pubblicazione della Continuity e impegnandosi a rifinire i dettagli ed i visi delle tavole interne.

Una cura maniacale verso la produzione che portò anche l’autore a firmare buona parte dei plot, per lo più sceneggiati poi da Peter Stone.

A garantire un livello qualitativo stellare agli albi Continuity c’erano anche una serie di autori che avevano già mostrato o stavano mostrando al fumettomondo di che pasta erano fatti. Artisti che in seguito sarebbero diventati a loro volta pilastri dell’industria come Mark Texeira, Bart Sears, Mike Deodato, Jr. o artisti affermati del calibro di Dave HooverRichard Bennett, Tom Grindberg.

Personaggi, contenuti e ruberie

La Continuity Comics pubblicò per lo più storie di personaggi propri (quasi tutti farina del sacco di Adams) anche se non mancarono alcune eccezioni.

La più nota era Ms Mystic, personaggio creato sempre da Neal Adams, già pubblicato dalla Pacific Comics (storico editore che chiuse i battenti proprio nel 1984).

Proprio Ms Mystic è stata al centro di un piccol oscandalo basato sulle aspre accuse fatte da parte di Mike Netzer all’indirizzo di Adams. L’autore, che afferma di aver cocreato il personaggio, accusò Adams di averlo sistematicamente escluso dai credits (rubandogli di fatto la paternità del character) e conseguentemente di non aver mai condiviso con lui guadagni e royalities.

L’accusa fu strutturata in 36 punti a cui lo stesso Adams rispose direttamente, punto per punto, invitando ad ascolta entrambe le campane e suggerendo che “le persone scrivono bugie quando sono arrabbiate”.

Difficile capire da che parte stia la ragione e, come spesso succede, l’ipoytesi più probabile è che ci sia un po’ di torto ed un po’ di ragione da ambo le parti. Se volete leggere direttamente sia le accuse di Netzer che le risposte di Adams per farvi un’idea vostra, vi rimando a questo pezzo di Bleeding Cool. Ovviamente la questione rimane irrisolta e saranno forse i posteri a darne una sentenza definitiva.

Sesso e violenza

I contenuti dei fumetti della Continuity Comics erano tendenzialmente più violenti rispetto a quelli della concorrenza. In questo furono sicuramente antesignani dei fumetti delle decadi successive che del grim’n’gritty fecero il loro motto.

Giusto per fare un esempio, in un numero di Armor al protagonista viene tagliata la mano. E fin quì ‘nsomma, niente di esagerato. Se non fosse che poi l’arto tagliato viene maciullato in un frullatore, con la ovvia cura di dettagli macabri.

Non mancavano neanche le pruriginose ammiccatine al sesso ed alle generose curve delle protagoniste. A tal riguardo le copertine della serie Samuree brillavano di luce propria, mostrando sempre con grande generosità le forme della protagonista.

Forme che, ad onor del vero, erano intelligentemente messe in risalto dal design del costume.

Samuree in un certo senso sopravvisse alla Continuity. Dopo la chiusura dell’editore vennero pubblicati altri due albi sul personaggio dalla Windjammer, una divisione editoriale della Valiant.

E’ evidente che le doti del personaggio non passarono inosservate.

Copertine, cross over e lamentele

Durante gli anni ’90 la Continuity Comics non sfuggì alla moda delle variant cover e dei mega cross over.

Anzi, si può dire che la continuity si lanciò nella bolla delle variant cover con particolare determinazione, inondando i comic-shops di copertine metallizzate, cromate,olografiche e via dicendo. I nodi vennero ovviamente al pettine quando la bolla speculativa scoppio, lasciando la Continuity in fortissime difficoltà finanziarie.

Discorso analogo per i crossover. La Continuity ne mise in cantiere due Deathwatch 2000  e Rise of Magic, entrambi enormi, articolati e diffcili da seguire.

Talmente enormi e complicati che il secondo, Rise of Magic, segnò la chiusura definitiva di tutta la linea editoriale.

La Continuity Comics chiuse definitivamente i battenti nel 1994, schiacciata da enormi problemi economici e da alcune beghe legali. Si lasciò alle spalle tante serie interessanti, alcuni spunti decisamente avanti per i tempi e tante, tantissime critiche da parte dei distributori e rivenditori che rimproverarono all’editore la mancanza di una politica editoriale a lungo termine sensata e la cronica incapacità di rispettare le scadenze e le date d’uscita.

Alcuni personaggi tuttavia sopravvissero alla Continuity (oltre alla già citata Samuree vanno segnalati anche  Valeria e Knighthawk) ed ebbero una (brevissima) seconda vita editoriale sotto l’ala protettiva della Valiant.

Con questo e tutto per oggi. Qui [email protected], passo e chiuso.

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Conte Gracula | <span class="wpdiscuz-comment-count" style="font-size:11px">46 comments</span>
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Di questo non so proprio nulla… è mai uscito qualcosa in Italia?

Arcangelo | <span class="wpdiscuz-comment-count" style="font-size:11px">69 comments</span>
Member

Mai sentita manco io, il nome Continuity Comics però è geniale 😆

Emanuele Di Giuseppe | <span class="wpdiscuz-comment-count" style="font-size:11px">96 comments</span>
Member

Non l’avevo mai sentita, nonostante ne conosca di mini case editrici americane misconosciute (e inedite qua). Grazie per questo approfondimento!

Comunque voglio quel numero di Armor! Se sai qual è di preciso, dimmelo che lo cerco subito!